Da qualche settimana sotto il braccio dei parigini un sacchetto di carta bianca con delle scritte in giapponese fascia l’immancabile baguette. Uniqlo, colosso nipponico dell’abbigliamento, parte alla conquista del mercato francese.
Ci prova puntando su prezzi stracciati e su un battage pubblicitario aggressivo: dalle classiche insegne fino alla carta per fasciare la baguette, griffata, appunto: Uniqlo.Inaugurato il primo ottobre nel quartiere dell’Opera, proprio a due passi dalle storiche gallerie Lafayette, il negozio assomiglia a un enorme centro commerciale, tra scale mobili e casse allineate ad ogni piano. Una lunga fila d’attesa arriva spesso fin sul marciapiede fuori dall’entrata, tra uffici e negozi di lusso. Cachemires sotto i 50 euro attirano i parigini. Manichini con gli occhi a mandorla propongono capi colorati dal sapore anni ’70. E i francesi apprezzano.
L’ideatore di questa catena di abbigliamento a basso costo si chiama Tadashi Yanai ed e’ l’uomo piu’ ricco del Giappone, che cerca ora di conquistare i francesi prendendoli per la gola e per il portafoglio. Prima ci ha provato con Londra, dove nel 2001 ha aperto 50 boutiques. Ma 45 hanno chiuso. Esperimento fallito. Nel 2007 il gruppo si e’ dunque installato al quartiere parigino de La Defense. La prossima preda sara’ Mosca. Ma tra i primati di Yanai c’e’ anche quello di aver messo sul mercato capi che combattono il freddo riciclando il calore rilasciato dal corpo umano. Si e’ trattato di un cambio di marcia rispetto agli anni ’90, quando il marchio giapponese puntava solo su capi a basso costo, ma di scarsa qualita’. Ad agosto 2009 il gruppo ha chiuso con una cifra d’affari pari a 685 miliardi di yen, pari a 5 miliardi di euro.